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IN – HABIT – 3° studio sul concetto di muro

Una Produzione Gruppo e-Motion
Coreografia e interpretazione Francesca La Cava
Drammaturgia Anouscka Brodacz
Ideazione e installazione scenica Gino Sabatini Odoardi
Musica Lorenzo e Federico Fiume (Resiliens)
Coproduzione Festival I Cantieri dell’Immaginario
con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila

Residenza Spazio Matta progetto Corpografie dal 5 al 12 luglio

Esistere significa occupare uno spazio, attribuendogli un significato. Occuparlo con il corpo, le emozioni, le azioni e le cose. La nostra pelle. La pelle è una barriera che ci separa dal mondo
esterno proteggendoci dalle sue aggressioni. Maurice Merleau-Ponty in “Fenomenologia della percezione” osserva che i viventi, con la loro semplice presenza, danno allo spazio un senso
che il mondo di per se non ha. Il corpo costituisce l’apertura percettiva al mondo, esso è il veicolo stesso dell’essere al mondo.
Il nostro è un viaggio intorno al significato del verbo “abitare”.
Che cosa significa oggi abitare? Lo spazio abitato dipende da come si muovono le persone che modellano lo spazio geometrico e lo spazio fisico. Il significato di abitare non è più riferito all’oggetto/casa ma si lega all’esperienza quotidiana delle persone che si incontrano in quello spazio più ampio, aperto e relazionale dei paesaggi urbani, dei quartieri sottoposti a continua trasformazione, degli spazi sempre più connotati da differenti culture.

Ph. Paolo Porto


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