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LA MUSICA DELL’ANIMA ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca

produzione La Gazza Ladra
di Maria Letizia Compatangelo
con Pamela Villoresi
e con Marco Scolastra al pianoforte

Eleonora Duse: un mito del teatro, un esempio di coraggio, una passionaria innamorata della libertà. Formatasi con l’anima e l’arte in generale, ma soprattutto attraverso la musica. «L’entusiasmo venne più tardi; venne dopo il secondo atto, quando ella sciolse le delicate e profonde musiche della sua anima e della sua voce». Così il più autorevole critico teatrale italiano del primo Novecento, Renato Simoni, scrisse di lei sul Corriere della Sera nel 1921. Ma Simoni non è il solo a ricorrere alla musica come metafora della rivoluzione che la Duse, universalmente riconosciuta come iniziatrice della recitazione moderna, ha portato sulle scene del teatro mondiale.

Donna indipendente e coraggiosa, artista generosa e esigente, Eleonora Duse fu una pioniera in molti campi dell’arte e della vita. Grande amica di Matilde Serao, di Ellen Terry, di Isadora Duncan e Gordon Craig, era un’intellettuale curiosa di ogni forma d’arte e la sua storia si intreccia più volte con la storia della musica: dalle melodie di Napoli, al melodramma di Verdi, Mascagni e Puccini – che lei visse attraverso l’amore per Boito, l’amicizia con Giacosa e il rapporto di capocomica con Verga, di cui interpretò La lupa – ai compositori russi, che conobbe nelle sue ripetute esibizioni, sino alle note di Rhapsody in blue di George Gershwin, che il 12 febbraio 1924 dalla Aeolian Hall di New York stupirono l’America e il mondo intero, proprio mentre Eleonora era lì per la sua ultima trionfale tournée.