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Transumanze Teatro – Ciclo di seminari intensivi

Pubblicato il 3 aprile 2018

Transumanze Teatro – CICLO DI SEMINARI INTENSIVI

Stabile Laboratorio Errante

19 e 20 maggio 2018 – Teatro Comunale di Teramo

Questo titolo si richiama proprio a quel nostro caro e antico evento di viaggio che vedeva i protagonisti costantemente in cammino alla ricerca di nuovi luoghi di nutrimento e sussistenza.
In una prospettiva simile si è pensato a questa serie di eventi formativi e laboratoriali intesi come viaggio alla ricerca di nuovi stimoli artistici e culturali, vitali e vivificanti, relativamente ai quali proprio il Teatro Comunale di Teramo possa divenire àncora e polo attrattivo. Un percorso in cui la transumanza, la ricerca artistica, siano praticate da un lato dai vari docenti (di levatura nazionale e internazionale) che di volta in volta si sposteranno fino a Teramo ad appuntamenti ricorrenti e su una strada di ricerca sempre più calibrata sulle esigenze specifiche dei partecipanti; dall’altro dai partecipanti stessi che potranno spostarsi anch’essi simbolicamente e nel tempo, da un campo all’altro dell’esperienza e ricerca teatrale e performativa.

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Sabato 19 maggio (10.00/13.00 – 15.00/18.00)
A cura di Daniele Irto
“Le Pratiche Originarie dell’Attore: Strutture Vocali e di Movimento. Riposare nell’Azione”.

Il progetto si struttura sulla base delle esperienze teatrali, d’insegnamento e professionali di chi lo propone, fuse nella pratica di un’unica ma sfaccettata direzione di lavoro.
Una proposta laboratoriale che introduca i partecipanti agli specifici strumenti del lavoro teatrale, ma approfittando anche di percorsi di ricerca trasversali e “originari” che approfittino della pragmaticità del lavoro d’attore, d’artigianato della relazione con se stessi e con l’altro.
Un percorso che approfondisca la consapevolezza e l’uso dei mezzi espressivi dei partecipanti, nonché gli strumenti originari dello stare e dell’agire in scena. L’attore diviene colui che lavora a trovare il proprio agio nell’azione, fluendo sull’onda degli eventi scenici, lasciandoli accadere ma anche divenendo parte attiva e vitale del processo cui si abbandona. Così egli riscopre, riconosce se stesso nel suo agire, creando le condizioni perché lo sconosciuto in lui si manifesti…
Intenso sarà il lavoro fisico, il training sui processi attentivi e percettivi: vuoto, pieno, tempo-ritmo, presenza. Ascolto di sé, dell’altro, dell’intreccio relazionale; lavoro sulla qualità del dare e del ricevere; sulla pulizia dei canali di contatto.
Fiducia e cura dell’altro in scena… l’attore è servitore…quella del teatro è l’arte del servire.
Lavoro su strutture di movimento, canti strutturati, “gabbie” che liberano…
L’energia soggettiva sprigiona dall’energia del lavoro di gruppo.
Si sperimentano le proprie possibilità, la potenza di un gruppo che sostenga il singolo, ossia una realizzazione personale che non possa prescindere dalla realizzazione del gruppo.
Si lavora sulla voce, sul movimento, sull’ascolto; sul ritmo e sull’uso dello spazio. I canti e le pratiche vocali sorprendono per la semplicità e il rigore cui costringono l’attenzione di chi canta; non si tratta di semplici esercizi vocali ma la ricerca della sonorità del respiro.
I punti fissi ancorano il corpo e l’azione. Si pratica la spontaneità, l’improvvisazione, la struttura.
Pratiche originarie dell’attore: paradosso del vero che fiorisce dalla finzione scenica.
L’imprevisto o l’ “errore” divengono alleati di chi agisce in scena, uno stile di lavoro. Tutto sulla scena può essere usato, in tutta semplicità (anche l’inaspettato più imbarazzante o disagevole) come in una successione di vita, come in una successione viva, nell’urgenza dell’attimo presente. Si impara a canalizzare il “disagio”; lo si trasforma in energia creativa e relazionale. Ci si prende cura di esso, lo si ascolta, lo si cura.
Si è trasportati nell’azione, senza dover fare più nulla.
Ci si riposa in essa.
Siamo all’origine dell’atto teatrale: non ci sono spettatori.

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Domenica 20 maggio (10.00/13.00 – 15.00/18.00
A cura di Anna Albertarelli
“Body-contact-resonance” – Pratiche di autogestione del corpo del danzatore e del performer

Body-contact-resonance nasce dall’unione e la sperimentazione di due tecniche: la contactdance e il watsu (liberare il corpo in acqua ).
Anna Albertarelli dopo anni di sperimentazione sia a terra che in acqua ha ideato questo modulo dove l’essenza della ricerca è imparare ad ascoltare le risonanze e riverberi della persona con cui si danzerà. L’acqua (in questo caso i fluidi corporei) diventa veicolo e maestra per la pratica a terra. Attraverso esercizi di esplorazione corporea, attenzione al respiro e ai segnali precisi del ricevente e stiramenti tratti dallo zen shiatsu, si impara ad entrare nell’empatia della danza. I moti liquidi di chi riceve il massaggio diventano il veicolo verso cui vira la danza. Tutto questo ascolto/presente e consapevole permette al praticante di contact (o al danzatore/attore) di esercitare la sua improvvisazione con l’altro senza fare fatica come se tutta la densità dell’aria si trasformasse alchemicamente in acqua che sostiene. Ecco che questa modalità può diventare strumento utile di ascolto e training/riscaldamento per la tecnica contactdance, per altre discipline di body work, come per attori, performer e danzatori.

A CHI E’ RIVOLTO IL SEMINARIO
L’evento è rivolto a danzatori, attori, performers e body workers, e aperto a chiunque sia interessato anche tra i “non addetti ai lavori”, come artisti, studenti universitari, alunni delle scuole medie (2^ e 3^ soprattutto) e superiori (in particolare di scuole ad indirizzo coreutico, magistrale o artistico – ma non solo), educatori, insegnanti e operatori del sociale, appartenenti ad associazioni a sfondo sociale e/o culturale. Del luogo o fuori sede. Del resto l’inesperienza specifica nei campi di ricerca proposti, così come anche la trasversalità delle fasce d’età e delle provenienze fisiche o professionali, possono divenire addirittura una risorsa di spunti e materiali inediti e vitali necessari per ampliare il lavoro.

COSTI
Abbonamento per le 2 giornate 
intero € 80.00 – ridotto per studenti universitari e alunni delle scuole superiori € 50.00

Giornate singole
Intero € 50.00 – ridotto per studenti universitari e alunni delle scuole superiori € 30.00

n.b. le classi sono a numero chiuso (max 30 partecipanti)

PER INFO E ISCRIZIONI
Botteghino del Teatro Comunale di Teramo, Piazza Cellini, 64100 Teramo
Tel: 0861/246773
mail: botteghino@acsabruzzo.it
facebook: https://www.facebook.com/teatrocomunalediteramo/

Scarica il progetto generale

Per saperne di più su Daniele Irto

Per saperne di più su Anna Albertarelli – visita il sito

 

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